TSRM & privacy, priva…chi?

Dal 2013 ad oggi il DL 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali “ne ha fatta di strada.
Decreti, provvedimenti, conversioni, documenti e pubblicazioni  del Garante, costituiscono un corposo gruppo di riferimenti per ogni ambito della vita sociale.

Per la SANITA’ diversi documenti informativi affrontano le più disparate tematiche e, per i più attenti tra gli addetti ai lavori, non potranno sfuggire i paradossali confronti con la realtà.
Un contrasto che spesso evidenzia quella classica situazione per la quale le norme hanno valore e  peso diverso in base al contesto.
Nel ruolo di pazienti, infatti, pretendiamo comportamenti rispettosi a garanzia della nostra privacy.
Da operatori sanitari, invece, siamo spesso distratti e corresponsabili, scordando i più elementari accorgimenti .

Un esempio?

Sfogliate il documento” Vademecum Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti“-

Senza nomsdseA pagina 8:

NELLE SALE D’ASPETTO IN CHE MODO IL PAZIENTE DEVE ESSERE AVVISATO DEL PROPRIO TURNO?

Nei locali di grandi strutture sanitarie i nomi dei pazienti in attesa di una prestazione o di documentazione (ad esempio delle analisi cliniche) non devono essere divulgati ad alta voce.
Occorre adottare soluzioni alternative: per esempio, attribuendo un codice
alfanumerico al momento della prenotazione o dell’accettazione.

Vi pare esagerato? in quale ruolo vi immaginate?

Come stanno le cose nella vostra esperienza?

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articolo su repubblica .it : Vietato convocare i pazienti…ad alta voce

Il documento : Vademecum Dalla parte del paziente.

sito Garante Privacy

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