Sicilia, rassegna stampa e libere reinterpretazioni

Tutto ha inizio con una lettera del 12 \08, pubblicatasu QS, del “Coordinamento Collegi della Sicilia” che lamenta “..preoccupazione in merito alle “Linee d’indirizzo regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche” approvate recentemente all’ARS“.

indexIn sostanza i colleghi siciliani dichiarano pubblicamente la loro contrarietà verso chi ha “ irresponsabilmente validato quanto previsto dalle Linee di indirizzo, ovvero calcolare il fabbisogno dei Medici Radiologi in rapporto alle apparecchiature presenti nella struttura”  anzichè  “...il fabbisogno dei Tecnici di Radiologia, gli unici operatori sanitari abilitati dallo Stato all’utilizzo ed al corretto funzionamento delle apparecchiature radiologiche “.

Fin qui nulla di strano, l’aspetto più curioso inzia successivamente; segue infatti la lettera del dott Giuseppe Capodieci (Segretario regionale Sicilia FASSID SNR – Sindacato dell’Area Radiologica) che in risposta alla precedente, conclude la propria nota con una scivolata clamorosa relativa all’utilizzo degli apparecchi radiogeni, scrivendo:

Se è pur vero che bisogna tutti agire per evitare che altre figure professionali utilizzino le apparecchiature radiogene, con grave rischio della sicurezza del paziente, occorre precisare che non si può costringere l’operatore medico, che per legge è autorizzato ad utilizzarle, a ricorrere “in ogni caso” al supporto del TSRM

Questa frase, genericamente poco chiara, tocca alcune corde delicate che non mancano a reagire. Come preannuciato, infatti, nel giro di poche ore arriva la lettera del collega Giuseppe Squilla ed a seguire quella della FNCTsrm.

Entrambe le note rivendicano e sottolineano correttamente aspetti riferiti al ruolo dei TSRM nella dimensione operativa (“..perché in molte attività di radiologia complementare il tecnico è escluso, al contrario poi, vi è la presenza di altri professionisti non medici..”Squilla) ed in quella politica (“..A tal proposito è legittimo domandarsi quale sia l’idea di attività radiodiagnostica complementare del sindacato SNR, che…FNCTSRM:) che contestano la tesi del Capodieci.

A ben leggere la nota ambigua del sindacalista SNR però, rimane ancora qualche dubbio sulle vere intenzioni. Ci si può chiedere, per esempio,  cosa intendesse  per “..operatore medico , che per legge è autorizzato ad utilizzarle…

Quale figura medica intende? Quale “operatore medico” autorizzato per legge?

Tantomeno chiaro è cosa intendesse riferire sostenendo di “evitare che  altre figure professionali utilizzino le apparecchiature radiogene “.

“Altre” rispetto a quali figure professionali? quali saranno secondo lui le\la figura a cui ricorrere per legge?

Se non è chiaro possiamo tentare una interpretazione, proviamo:

Considerato  il ruolo dello scrivente sindacalista Capodieci  infatti diamo per scontata la conoscenza delle norme e documenti che regolano definiscono e chiariscono (anche in forma di accordo tra le associazioni di categoria) l’ ambito della Radiologia Complementare dove è evidente che il suo concetto di “operatore medico” si riferisce agli specialisti che ne abbiano necessità entro i termini contestuali, integrati e indilazionabili alle esigenze cliniche. Significa che riconosce a molte figure mediche  la possibilità di utilizzare gli apparecchi radiogeni.

La stessa logica interpretativa, in chiave benevola, è utilizzabile per chiarire la questione realtiva alle “altre figure professioniali”. Lo stesso scrivente infatti non può misconoscere il ruolo istituzionale della FN, che indica nel TSRM  la figura professionale preposta per formazione, profilo e codice deontologico, all’utilizzo degli apparecchi radiogeni in autonomia o in collaborazione con gli specialisti (radiologi o clinici nel caso della radiologia complementare). Allo stesso modo non è immaginabile che lo scrivente non cnosca gli esiti indiscussi delle sentenze toscane riferite al ruolo del TSRM nella diagnostica radiologica (come indicato puntualmente dal collega Squilla).

In questo senso non riusciamo ad immaginare altre ipotesi interpretative se non alterate da strategie politiche poco efficaci e maldestre, in contrapposizione ai percorsi già effettuati sulla strada del reciproco riconoscimento.

Interpretiamo (liberamente) e riscriviamo quindi, la fatidica frase per quelle che secondo la nostra analisi erano le intenzioni dello scrivente :

“Se è pur vero che bisogna tutti agire per evitare che le figure professionali non preparate  utilizzino le apparecchiature radiogene, con grave rischio della sicurezza del paziente, occorre precisare che non si può costringere il medico, che per legge è autorizzato ad utilizzarle, a ricorrere “in ogni caso” al supporto del TSRM. Il lavoro d’ equipe tra professionisti è elemento fondamentale nella nuova e complessa sanità. Ogni singolo caso ed ogni situazione diversifica le necessità ed  i livelli di collaborazione, specializzazione ed autonimia delle diverse professionalità in campo”.

E’ proprio ora di smetterla con le contrapposizioni, tutti insieme possiamo fare meglio.

Lettera del Coordinamento regionale TSRM Sicilia

lettera del Medico radiologo Capodieci

lettera del TSRm Squilla

lettera FNTSRM

 

 

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