Giustificazione attraverso le procedure: dalle parole ai fatti

Il documento d’intesa con il nemico storico è causa della lotta interna, del dissenso, denuncia di tradimento. Ormai è una guerra in famiglia, tiro alla fune.

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Difficile proporre analisi imparziali quando la partita è già cominciata, quando le tifoserie sono organizzate. Eppure, a ben guardare, l’idea di  stilare procedure che documentano ciò che accade in moltissimi contesti lavorativi, in assenza del medico, è una svolta storica perché concreta e attuabile. Al contrario, le critiche dure e nervose al famoso documento d’intesa, rimangono ancora molto teoriche e si limitano al dissenso.

L’idea di partecipare e convergere in un documento sulla giustificazione come “procedura clinica d’equipe” è un cambiamento notevole.

Si passa dall’improvvisazione alle procedure, dall’artigianale al professionale, dal teorico al concreto. Si tratta di accettare l’ idea che la sola presenza del medico non è sufficiente alla giustificazione; di documentare le modalità e le responsabilità di una procedura che vale per tutte le professionalità in campo; di organizzare un gruppo che lavori in scienza e coscienza.

In questo contesto, driblando la confusione e lo smarrimento di molti, alcune realtà cominciano a scrivere, a progettare. Fanno da traino, hanno capito che il segreto è la sincronia.

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5 pensieri riguardo “Giustificazione attraverso le procedure: dalle parole ai fatti

  1. Un documento condiviso e firmato dai responsabili di UO è un fatto molto concreto ed innegabile.
    Un documento che chiarisce le responsabilità sulle attività svolte è senza dubbio un fatto importante.
    Se io lavorassi li e mi capitasse un avviso di garanzia, sarei molto più tranquillo dei colleghi di Marlia.

  2. Ho letto la PROCEDURA GENERALE di una U.O di una struttura PUBBLICA/PRIVATA, complimenti per la chiarezza ma NON E’ UNA LEGGE O UN DECRETO LEGGE in sede Penale credo non abbia alcuna validita’….. Siamo in tempi di Medicina Difensiva ogni professionista si tutela in modo autonomo… dimostratemi che in qualsiasi radiologia d’ Italia esiste la reponsabilità d’equipe e cambierò idea!!!!!!

    1. non capisco il tuo ragionamento.
      Innanziututto non centra la rsponsabilità d’ equipe perche si parla di procedura di giustificazione d’ equipe.La responsabilità rimarrebbe allo specialista come indicato chiramente dall 187. La differenza sta nel fatto che se lavori dove c’ è una procedura scritta puoi difenderti dicendo che ti comporti come indicato dal responsabile, altrimenti dovresti cambiare l’ organizzazione ( in tutta l’ Italia).

      In sede di giudizio, per quanto ne so io, le fonti del diritto sono molte ed hanno una gerarchia. Si parte dalla costituzione e si aarriva agli usi e consuetudini.Hanno ovviamente forza diversa ma di fronte ad una situazione ambigua come la nostra della 187, credo sia plausibile.In quel contesto può trovare uno spazio molto credibile un documento firmato al ministro dalle rappresentanze di categoria professionale, non credi?
      Cosa proponi tu? immagino che vada molto in voga la teoria di Sellitti ma concretamente?

      Inoltre la speranza che inItalia si facciano leggi o decreti in tempi normali è un bel miraggio.
      MI chiedo cosa intendi fare per proteggerti da un caso Marlia nel tuo posto di lavoro o se invece pensi non ti riguarda.

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