Fabbisogno formativo: chi ha le redini della questione?

Sul Sole 24 ore Sanità viene pubblicato, in anteprima, un articolo che analizza i dati sul fabbisogno formativo. Si valutano i numeri richiesti dalle Regioni e dalle Professioni Sanitarie, con le relative differenze percentuali.

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Si attendono i dati delle Università che, secondo l’ articolo, dovrebbero essere in calo per ragioni legate ai criteri più rigorosi stabiliti da Anvur e ministero dell’Università. L’esperienza e la prudenza ci invitano all’attesa, con qualche nota di sfiducia.

I dati non rilevano particolari puntuali sui singoli profili o regioni ma, in linea generale, la tendenza è chiara: le professioni riducono del 2,2 % contro un 8,1% proposto dalle Regioni.

Nel particolare, per i TSRM, le professioni chiedono una riduzione del 6.6 % contro il 16% proposto dalle Regioni. Nel totale dei 22 profili, la differenza riguarda in modo diverso le varie Regioni con le maggiori riduzioni nel Lazio (-27%) da 5.144 a 3.815, Friuli Venezia Giulia (-22%) da 530 a 415, Veneto (-20%) da 3.090 a 2.475 e Marche (-18%) da 755 a 620, in particolare su Infermiere e Tecnico radiologia.

Leggendo le note sul fabbisogno inviate dalla FNCTSRM, è altrettanto chiaro che, se si confermano questi dati,  il messaggio politico proposto dalla federazione è passato inosservato sia a livello locale ( Collegi Locali) sia a livello Nazionale.

Tratto da ” lettera FNCTSRM Prot. N. 109/2014 Roma, 23 gennaio 2014

Dott. Giovanni Leonardi
Ministero della Salute
Direzione Generale delle Professioni Sanitarie
e delle Risorse Umane del Servizio Sanitario
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Oggetto: Fabbisogno formativo 2014/2015.

“Tenuto conto del crescente problema occupazionale che interessa anche la nostra professione,principalmente dovuto all’assenza pressoché totale di concorsi pubblici (le decisioni politiche che li hanno azzerati sono state assunte dallo stesso Stato che, attraverso altri suoi Organismi, sulla determinazione del fabbisogno di personale sanitario, continua ad assumere decisioni che paiono non tener conto del problema inoccupazione), ragionando all’interno di quanto previsto al punto 2 dell’art. 6-ter del Dlgs 229/99, con particolare riferimento al rapporto tra quanto previsto alla lettera c) (offerta di lavoro) e quanto previsto alla d) (domanda di lavoro, considerando il personale in corso di formazione e il personale già formato non ancora immesso nell’attività lavorativa), per il prossimo anno accademico la determinazione dovrebbe configurarsi pari o prossima allo 0 (zero)”

 

La domanda sorge spontanea: chi ha le redini della questione?

dati Federazione-TSRM-fabbisogno-2014

Federazione-TSRM-lettera-fabbisogno-2014-2015

link articolo sole 24 Ore

 

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