Decreto appropriatezza prescrittiva e responsabilità

La famosissima lista delle prestazioni inappropriate è indigesta a molti,  perchè?

Comitati e associazioni mediche esprimono quotidianamente contrarietà; lamentano ingerenza della politica nella pratica medica, scarsa sensibilità e rischi del provvedimento che, a loro dire, potrebbe avere effetti nefasti sulla sanità pubblica.

Tutti pronti a chiedere lo stralcio del provvedimento ma nessuno che, davaresanti all’evidenza del problema, proponga soluzioni, alternative serie e misurabili, verifiche e responsabilità definite.

La soluzione proposta dalla Lorenzin non sarà perfetta ma funge da catalizzatore, evidenzia una realtà scomoda e pesante. Una verità che non si limita allo spreco di risorse ma si allarga e tocca il ruolo di una categoria, quella medica, che scopre il fianco.

Una classe dirigente che non dirige e non trova soluzioni ad un problema enorme,  non puo che passare il testimone alla politica.

Per fare un’ esempio, rimanendo nel nostro ambito, si ricordano articoli su cui nessuno batteva ciglio o dichiarava responsabilità:

L’allarme dei radiologi: “Un esame radiografico su tre è inutile. Non solo spreco, ma anche rischi per il paziente”

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“Radiologi, un milione di esami l’anno, uno su tre non serve”

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Non solo, nel 2013 la SIRM pubblicava l’ elenco degli “esami a rischi inappropriatezza” a supporto del movimento SlowMedicine che da molti anni promuove il “Fare di più non significa fare meglio”

Ecco la locandina”  Scheda SIRM “poposta con Slow Medicine, ed ecco per i più attenti , il testo con cui si alzava bandiera bianca, la resa sul campo…

“Come si è giunti alla creazione della lista”

…L’identificazione delle procedure ha tenuto conto dei criteri di appropriatezza dell’ACR http://www.acr.org/Quality-Safety/Appropriateness-Criteria e dell’Accordo, ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sul documento relativo alle “Linee guida per la diagnostica per immagini”.
Ancorché, ai sensi della legge 187/2000, la giustificazione di queste prestazioni, sia di competenza dello specialista medico radiologo assieme al prescrivente, la giurisprudenza e la pratica quotidiana rendono difficile respingere con costanza queste richieste in assenza di un’opportuna sensibilizzazione dei medici prescriventi e della popolazione.

Meditate gente , meditate, perchè qualcuno dovrà prendersi certe responsabilità.

 

 

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